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Il mio reddito

Si è molto parlato in questi giorni delle dichiarazioni di redditi online. L’italia, tanto per cambiare, è divisa in due sulla opportunità e sulla correttezza di tale resa pubblica.

Personalmente non sono contrario ma rilevo come per molti di loro questa “messa in piazza” sia stata vissuta come una violenza, e quindi ne deduco che farlo è stato male perchè semplicemente ha fatto male.

Cosa diversa è il mio reddito. Essendo persona pubblica, e quindi pagato dalle tasse dei cittadini, è più che giusto che i miei datori di lavoro sappiano quanto spendono. Che poi siano spesi bene o male è questione di opinioni :-)

Ecco il mio 730/2008, redditi 2007;

reddito imponibile 80.463 € così diviso: 75.580 € Provincia; 2.840 Upi (i primi tre mesi, dopo ho rinunciato per sempre perchè ritenevo sbagliato ricerverli); 1.364 € Regione (coda dei redditi precedenti); 478 € Enel (arretrati del tutto eccezionali probabilmente del contratto). Nel 2008 resterà solo la Provincia, perchè gli altri sono del tutto eccezionali;

tasse pagate 26.722 €, al netto di tutte le deduzioni e detrazioni;

netto 2007 = 53.740 €.

Al fine di massima trasparenza preciso che:

il netto di 53.740 € va ridotto di 7.840 € versati come contributo per la causa del PD (45.898 € rimagono netti in tasca);

ogni giorno mi reco con la mia macchina al lavoro e non chiedo mai rimborsi chilometrici ne rimborsi spese di rappresentanza, in pratica non chiedo mai rimborsi;

il telefono cellulare è di mia proprietà, comprato con i miei soldi, e nel 2007 è costato di traffico 1.649,25 € a totale carico della Provincia di Gorizia. Di fatto lo uso quasi totalmente per lavoro (in percentuale da me stimata superiore al 95%).

Non voglio far vedere niente di particolare, solo ritengo giusto renderlo pubblico. 

26 Commenti a “Il mio reddito”

  1. Alessandro Portelli ha detto:

    Bravo.

  2. Nicoletta Benvenuti ha detto:

    Bravo.

  3. Alessandro Portelli ha detto:

    Bravo lo avevo già detto io.
    Allora, più bravo!

  4. Lisa ha detto:

    Buona cosa.

  5. Lucio Gruden ha detto:

    Non ho capito.
    Bravo perché pubblica il suo reddito da amministratore, assieme a una serie di informazioni complementari?
    Mi sembrerebbe il minimo, visto che ha un blog e fa il politico. Dovrebbe scriverlo nel “Chi sono” introduttivo al sito.

    Altra cosa è il tema della pubblicazione su internet dei redditi 2005 che non riguardavano, come noto, gli amministratori pubblici, ma tutti gli Italiani.
    Premetto che io sono estremamente favorevole alla massima trasparenza.

    Così si indurrebbe finalmente il passare di un principio (che negli Usa è sacrosanto da tempo): non conta di quali status symbol tu disponga, se non per te. Conta molto di più che reddito tu hai e quante tasse paghi.

    In Italia, paese bigotto e moralista, gli amministratori delle banche vedono pubblicati i propri redditi annualmente, senza potere scegliere diversamente, su un bollettino della Banca d’Italia.
    Normale che quindi poi la stampa li riprenda con titoloni e graduatorie scandalistiche. Questione di “servizio pubblico” si dice e questo anche quando le banche sono private, perché è il settore che viene considerato prevalente e dirimente e non la proprietà.
    Solo che nessuno distingue tra il reddito percepito per la carica e gli altri redditi e così si fa cattiva informazione o informazione parziale che è peggio. L’Avv. Bruno Malattia - che era vicepresidente dell’allora CRUP - sembrava un “baciato dalla dea” perché aveva un reddito di oltre un miliardo di vecchie lire.
    Nessuno precisava che ciò che riceveva per la carica in banca erano circa 50 milioni di lire.

    Morale.
    Il presidente Gherghetta ora non ha - parrebbe - un’attività privata, ma se ricordiamo bene, solamente un posto di lavoro che l’attende all’Enel, ovviamente sacrosanto in base alla legge.
    Potrebbe egli gentilmente dirci quanto guadagnava prima, da dipendente dell’Enel? Perché questa è l’unica informazione che conta davvero e che non è stata fornita.
    Allora sarà effettivamente bravo.

    Vedete, la mia visione di questa ondata di moralismo che ora fa capolino anche attraverso gli “atti di trasparenza parziale” non coglie un punto essenziale: fare politica non dovrebbe arricchire nessuno ed essere per legge un’attività temporanea durante la quale ognuno dovrebbe guadagnare esattamente quanto guadagnava prima nella sua attività, qualunque essa fosse.

    E’ chiedere troppo?

  6. Enrico Gherghetta ha detto:

    Ringrazio per i complimenti, ma come ho detto lo ritengo semplicemente doveroso.
    Gruden: è chiedere male.
    A Lucio vorrei dire che mi sembrerebbe una esagerazione che Beppe Grillo per fare il Presidente di Provincia debba intascare 6 milioni di euro all’anno. Così come sarebbe ingiusto che un disoccupato lo faccia gratis.
    In realtà si mette uno stipendio uguale per tutti per gli incarichi pubblici proprio per permettere a tutti i cittadini italiani di partecipare alla vita pubblica a tutti i livelli.
    La domanda vera è: questa somma è congrua, esagerata o scarsa? Attualmente l’indennità prevista per il Presidente della Provincia è stabilita dalla Giunta regionale con delibera. Per evitarvi calcoli vi dico che si tratta di 4.079 € netti mensili per 12 mensilità.
    Comunque caro Lucio non preoccuparti, oggi in Italia solo i ricchi fanno politica; sono pochi i figli di operai come me, e questo non è un bene per la democrazia, perchè significa che la famosa “mobilità verticale” della società italiana è bloccata. Nascono così le vere caste.

  7. Lisa ha detto:

    Per me c’è poco da discutere.

    Dovrebbero essere pubblicati ogni anno - per chiunque - due dati:
    a) Reddito denunciato
    b) Tassa pagata

    Stop.

    Tutte le chiacchere sulla composizione del’imponibile, sulle particolarità di ciascuno, e compagnia cantante, sono cortina fumogena per evitare che questo atto concreto diventi normalità.

    Viviamo una collettività fatta di ruoli, produzione e distribuzione. Ognuno ci mette il suo e prende ciò di cui ha diritto. E’ sacrosanto che si conoscano le quote di contribuzione di ciascuno. E’ alla base del patto sociale.
    Poi se uno guadagna tanto, troppo o troppo poco, fa il furbo od evade, o ancora usa i suoi soldi come gli pare, magari in donazioni detassabili, sono tutte ALTRE questioni.
    Che nulla, ma proprio nulla, hanno a che fare con la pubblicazione di questi dati.

  8. lucio gruden ha detto:

    Sarà anche chiedere male….ma le risposte non vengono mai quando si toccano questi argomenti, salvo ideologizzarle.

    Sono troppo vecchio ormai per non avere scoperto, classificandoli negli anni, quanti e di che livello morale e culturale soprattutto siano stati e sono i dipendenti pubblici che fanno politica di lungo corso per elevare stabilmente il proprio tenore di vita rispetto alla propria situazione ex-ante.

    Troppi, e i risultati si vedono.
    Un attaccamento alle poltrone schifoso, fatto di gente che con qualsiasi metodo piglia preferenze per aggiungere presidenze di commissione et similia.

    Maestri d’asilo che hanno fatto gli assessori regionali per decenni, pur non sapendo nemmeno scrivere una lettera in italiano, pretendendo poi altre prebende (tipo incarichi in enti di secondo grado, ecc.); impiegati regionali sempre al telefono, tutto il giorno e tutti i giorni a spese del contribuente, per organizzare le loro campagne personali e di partito; operatori dei patronati che non sono mai reperibili in ufficio, sindacalisti vari……mi taccio, la lista è lunga.

    E poi, caro Presidente, la storia della democrazia incompiuta - perché basata sul censo - è una balla enorme, almeno per l’Italia dove è sempre accaduto il contrario.
    Passi in rassegna i consiglieri regionali (di oggi, di ieri, dell’altroieri) e si interroghi su quali erano i loro redditi prima di divenire politici (quasi tutti di professione). Non serve aggiungere altro mi pare.

    Io non ero figlio di operai, ma di un impiegato pubblico locale con moglie a carico e due figli (unico stipendio).

    A Lisa vorrei dire che sono daccordo con lei, ma che quando si percepisce un qualsiasi reddito da incarico pubblico, ci deve essere la differenziazione tra quanto è ad esso riconducibile e quando deriva dalla propria attività.
    Se no si fa confusione.

    Il mio reddito (attorno ai 140/150.000 euro annui con 60/70.000 euro di tasse pagate) è sempre disponibile, ma se mai dovessi prendere un domani 5.000 euro da un incarico pubblico (tipo un consiglio comunale), vorrei che la differenza fosse esplicitata.
    O no?

  9. Alessandro Portelli ha detto:

    In quale consiglio comunale della provincia di Gorizia si prendono 5.000 euro?
    Cioè, voglio capire: 5.000 euro al mese??????????????????
    Da consigliere comunale????????????
    Al mese, dice Gruden, vero?

    No, perché pure se fosse all’anno 5.000 euro per un consigliere comunale fa ridere…
    Con i gettoni che ci sono un consigliere comunale, in un anno, manco arriva alla metà di 5.000 euro.

    Può spiegare, Gruden, che cosa intendeva?
    Da dove ha preso certi dati?
    Danke.

  10. Lisa ha detto:

    Insisto a dire che qualunque sia il reddito lordo denunciato, indifferentemente da come prodotto, è un dato che deve assolutamente rimanere, e diventare ancor di più, pubblico.

    Non mi interessa quanto guadagnano gli altri, quello che voglio sapere è quanto pagano in tasse rispetto al reddito. Quanto mettono nella comunità in relazione a quanto guadagnano. Perchè è grazie a questa comunità che guadagnano, è grazie a questi servizi comuni che fanno impresa o commerciano.

    Invece sul resto.. quanto Illy ha percepito dalla politica non “fa specie” a nessuno, tanto è ricco di suo. Lo stesso dicasi per Beslusconi e tanti altri ricchi. Quello che si contesta, lo si contesta ai poveri. “Se stavi in ufficio col piffero che prendevi quei soldi..”
    Ma perchè quando i soldi della politica vanno a chi ne ha già tanti non si adombra nessuno, mentre quando vanno ad un tuo pari o anche meno fortunato, allora è un problemissimo? “Quello di sicuro lo fa per i soldi..”?
    C’è qualcosa che non mi quadra..

    Che ognuno pensi di se stesso di essere migliore del suo pari lo posso anche capire, è umano.. ma che lo dica senza impegnarsi anch’esso nella stassa sfida.. beh, mi sembra invidia.

    E poi lo sappiamo, certo. C’è il nepotismo, gli amici degli amici, ecc..
    Ma c’è a tutti i livelli, sapete? Perfino in fabbrica l’amico del capo non fa mai il lavoro peggiore. Perciò.. Il problema vero della politica è lo spreco e la bassa produttività, forse anche il costo complessivo troppo elevato.. ma le pulci al singolo..

  11. Alessandro Portelli ha detto:

    “Invece sul resto.. quanto Illy ha percepito dalla politica non “fa specie” a nessuno, tanto è ricco di suo. Lo stesso dicasi per Beslusconi e tanti altri ricchi. Quello che si contesta, lo si contesta ai poveri. “Se stavi in ufficio col piffero che prendevi quei soldi..”
    Ma perchè quando i soldi della politica vanno a chi ne ha già tanti non si adombra nessuno, mentre quando vanno ad un tuo pari o anche meno fortunato, allora è un problemissimo? “Quello di sicuro lo fa per i soldi..”?
    C’è qualcosa che non mi quadra..

    Che ognuno pensi di se stesso di essere migliore del suo pari lo posso anche capire, è umano.. ma che lo dica senza impegnarsi anch’esso nella stassa sfida.. beh, mi sembra invidia”.

    L’intervento di Lisa è da incorniciare.
    Non so se è invidia, cara Lisa. E’ di sicuro una cosa triste.
    Ragionando come Gruden, gli Illy
    e i Bruno Malattia, già ricconi di loro, è bene facciano politica.
    Chi prima era un poveraccio, no.
    Grande!!!
    Perciò facciano politica solo i ricconi.
    Loro sono disenteressati.
    Non si sa se ridere o piangere.
    Grillismo?
    O solo il vecchio qualunquismo italico?

  12. Propositore ha detto:

    OT
    Se Bolzano funziona perche’ da noi non si fa la stessa cosa?
    http://www.youtube.com/watch?v=ITzX7zRgOkA

  13. Lucio Gruden ha detto:

    Sonoi stato di nuovo …..censurato?

  14. Lucio ha detto:

    Off-Topic

    Caro Presidente,
    mi scuso per un post che è evidentemente “fuori tema”, ma non sapendo come fare altrimenti, ne approfitto. Mi scuso anche con i lettori. Ma in fondo, sempre di “reddito” si tratta :-)
    Brevemente..
    La Zona Franca è finita, però sia Fondo Gorizia che la Regione, incassano ancora dei soldi legati a quella normativa. La Regione ha in atto un sistema incentivante sui carburanti. Dunque chiedo..
    Si potrebbe utilizzare il Fondo Gorizia per incentivare l’apertura di distributori GPL nella nostra area?
    Per incentivare le ditte di montaggio del sistema a gas sulle auto?
    Per incentivare dei consorzi tra gestori di carburante che passano anche al gas?
    Si utilizza a fondo perduto per il rinnovo dei negozi, perchè non lo si fa per questo?
    Aspettiamo forse che ci pensino i distributori sloveni?
    Controindicazioni?
    Grazie per l’attenzione.

  15. Alessandro Portelli ha detto:

    Ma no, ma no…
    Abbia fede.
    Gherghetta non censura.

  16. Lucio Gruden ha detto:

    sono censurato…..su testi più lunghi o contenenti certe radici.

  17. Alessandro Portelli ha detto:

    Quali radici?

  18. Alessandro Portelli ha detto:

    Quali radici?

  19. Lucio Gruden ha detto:

    radici ……..che sommate alle desinenze formano taluni importanti elementi di comunicazione detti “parole”.
    proviamo a vedere se passa?

  20. Lucio Gruden ha detto:

    niente, il testo non passa……pazienza

  21. Alessandro Portelli ha detto:

    Tenga duro, Gruden.
    Non molli!

  22. lucio gruden ha detto:

    niente da fare…………….
    arrivederci per sempre, vi leggerò di tanto in tanto.

  23. Alessandro Portelli ha detto:

    Intanto Gherghetta è a Lubiana.
    Quando torna ci racconterà?

  24. Enrico Gherghetta ha detto:

    Lucio? Nessun commento viene cancellato automaticamente, ma resta casomai sospeso. Anche gli spam.
    Ho letto commenti in sospeso è nessuno è stato cancellato. Prova casomai a mandarmeli nella casella di posta, così verifico il problema.

  25. Enrico Gherghetta ha detto:

    Propositore. Perfetto!! Lo facciamo già nelle nostre scuole superiori. Si chiama “scuola in rete” e funziona così: con una parte di fondi regionali (30.000€) creiamo laboratori informatici recuperando i computer dismessi e ne gestiamo la manutenzione; con altri 30.000€ di fondi regionali abbiamo creato uno staff di professori che crea ed aggiorna prgrammi liberi. Un grazie di cuore ad Antonaz che in ciò credeva e nei professori.
    Visto che recuperiamo anche i computer vuol dire che siamo più bravi di Bolzano, che li hanno acquistati nuovi. :-)

  26. Enrico Gherghetta ha detto:

    Lucio OT. Idea da sviluppare. Non facile perchè richiede un programma a tutto campo, compreso il metano sui bus, ma comunque una cosa interessante. La tengo in memoria per il Patto dello Sviluppo.

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