Torna alla home page

Manuale per tornare a vincere

Per tornare a vincere bisogna capire perchè abbiamo perso.

Finita la favoletta dell’election day, una riflessione si pone su cosa non ha funzionato. Ecco le mie idee, senza pretese, ma a carte scoperte. Secondo me 4 cose non hanno funzionato e nell’analisi ci sono anche le soluzioni.

1) non ha funzionato il partito. Avevamo il re Illy e non c’era bisogno ne di pensare ne di decidere, solo di diffondere il verbo e convincere e/o isolare i riottosi. I nostri consiglieri regionali di maggioranza sono stati a lungo divisi a metà, da una parte la loro percezione del reale e del territorio e dall’altra gli ordini dall’alto: abbiamo avuto uomini e donne in Regione che hanno smesso di pensare perchè semplicemente non era più richiesto. Uomini e donne in crisi. Si sono dimenticati di fare politica, ovvero di avere idee e di decidere. Non è colpa di Illy, lui faceva il suo, siamo stati noi impreparati e abbiamo finito con il delegare il nostro ruolo. Abbiamo fatto la figura dei servi e ci siamo illusi che le dinamiche del gruppo consigliare regionale fossero rappresentative della società, punto. Non parlo dei sondaggi, droga per menti deboli. Oggi abbiamo bisogno di un partito che abbia idee, e non una minestra riscaldata, e che sappia decidere in luoghi della decisione aperti, e non il solito pranzo tra pochi.

2) non ha funzionato il radicamento sociale e in particolare il sindacato. Ho già scritto cosa penso in questo blog, (un, due, tre, fante, cavallo e re) confermo tutto. Abbiamo bisogno di un sindacato unico, il cui segretario venga eletto direttamente da tutti, che rappresenti tutto il mondo del lavoro dipendente e indipendente. Abbiamo bisogno di una riforma del sindacato, senza la quale esso rischia di brutto.

3) non ha funzionato il laboratorio FVG sugli enti locali. La politica di caricare di responsabilità i Sindaci è fallita.  Lasciamo stare la miope volontà di eliminare le Province, francamente mi interessa poco. Il fatto vero è che si sono scaricati sulle spalle dei Sindaci tutti i malfunzionamenti della società italiana, sperando nel miracolo che essi riescano a risolverli. Ma essere vicini alla gente non è un toccasana per tutto: i malfunzionamenti sono rimasti tali e spesso hanno invaso i Comuni, senza risolvere le cose e creando ulteriori barriere verso il cittadino. Nel giro di pochi anni abbiamo creato le condizioni perchè si aprisse un varco tra i Sindaci e la loro gente: una volta chi aveva un problema andava dal sindaco, oggi va dal capo dell’opposizione. In questo contesto abbiamo creato sindaci sull’orlo di una crisi di nervi che sempre più assumono atteggiamenti elitari a dir poco fuori luogo. Oggi abbiamo bisogno di una nuova governance del territorio, perchè la crisi delle istituzioni locali è visibile soprattutto sul fronte dei servizi. Questo non vale per tutti sia chiaro, ma è anche vero che che non bisogna avere tre lauree per fare il sindaco di un comune di 5000 abitanti. Un dato su cui riflettere è che Tondo vince in molti comuni governati dal centrosinistra e che “l’esercito di sindaci” del centro sinistra è stato del tutto irrilevante ai fini del consenso elettorale.

4) non ha funzionato la democrazia. Abbiamo fatto buone leggi, sulla VIA, sulla VAS. Ci siamo riempiti la bocca mille volte di governance. Ma non abbiamo mai praticato. Si sono sempre preferite logiche oligarchiche, logiche autoritarie e imposizioni. Alcune volte è apparso persino una sorta di disprezzo per il popolo, verso le “vite minori”. Il re e i suoi vassalli: tutto il resto è sudditame. A differenza di altri io non punto il dito contro Illy. Riccardo è stato un grande e così forse doveva essere. Un pò introverso ma più sensibile ai rapporti umani di quanto volesse apparire. No, io penso che il problema non fosse lui. Il problema erano e sono i nodi irrisolti di un partito, il nostro, in cui si continua a mettere il metodo davanti al merito delle cose: amiamo parlarci addosso e se il mondo nel frattempo cambia…peggio per lui. Il riformismo è una cosa bella che fa vivere meglio le persone e non c’è scritto da nessuna parte che deve essere antipopolare, quanta fatica a far passare questa semplice idea. Dire che deve essere antipopolare è il classico argomento da persone incapaci e prive di idee e rischia di coinvolgere anche le cose buone fatte da Prodi in Italia e in Europa.

47 Commenti a “Manuale per tornare a vincere”

  1. Alessandro Portelli ha detto:

    “Ma essere vicini alla gente non è un toccasana per tutto”

    Scusi, ma a questo punto non capisco.
    Non era lei quello che…

  2. Lisa ha detto:

    E io continuo a dire che lei esprime una visione del Sindacato come “cinghia di trasmissione” di uno schieramento politico.
    Cosa che a me non va affatto bene.
    Le elezioni le ha perse una parte politica e le ha vinte un’altra.
    Il Sindacato, in questo, non centra un tubo, ed anzi, deve sempre più diventare interlocutore non schierato, ed ancora più autonomo.
    Il radicamento sociale va trovato con altri strumenti, il Sindacato non è uno strumento di una parte e come vive, si organizza, e si esprime, è problematica sua. Ogni analisi che non parta da qui, è “bacata” alla fonte.

  3. Enrico Gherghetta ha detto:

    Sono iscritto al sindacato e quindi parlo.

  4. maurizio bertolutti ha detto:

    finalmente trovo il Gherghetta che conosco!finalmente un dirigente ed un amministratore di livello che cerca una soluzione alle problematiche.è il caso di usare un gergo calcistico “la ripartenza” dalle cose buone fatte dal centro-sinistra in questi anni e costruire un percorso comune non senza i sindaci ma con loro.personalmente credo nel ruolo del presidente della provincia come Il coordinatore dei sindaci e da te devono partire tutte le dinamiche sociali ed economiche(di cui ti sei sempre distinto)per in parte ridare dignità a questa provincia.Immettiamoci di nuovo in bagno di umiltà e confrontiamoci di continuo non con il partito ma con le vere realtà che ogni giorno ci vengono date e affrontate.un giorno tu mi dissi che un bravo amministratore deve essere come il padre di famiglia, con una busta paga sola, che riesce comunque a far quadrare i conti e dare una dignità alla sua famiglia.bene non perdiamo di vista il padre di famiglia.ciao bertolutti

  5. Alessandro Portelli ha detto:

    Presidente della provincia coordinatore dei sindaci?
    Ahi ahi ahi: prevedo problemi.

  6. Giuseppe Latella ha detto:

    Gherghetta fa una riflessione sulla sconfitta alle ultime elezioni regionali ponendo l’attenzione su 4 punti e facendo una attenta analisi.
    Mi permetto qualche considerazione

    1) Livello regionale- Illy ha governato la regione, credo realizzando delle bione cose, con una giunta formata da quei partiti che lo hanno portato alla vittoria. E’ sempre stato ritenuto l’unica persona in grado di far vincere la coalizione tanto che è stato riproposto.Nei cinque anni di governo non sono emersi grandi problemi, almeno agli occhi dell’opinione pubblica.Forse le riflessioni di gherghetta, avendo lui stesso fatto parte di quella coalizione di governo, devono intendersi come elementi di disagio esistenti all’interno dei partiti durante quegli anni? e perchè parlarne solo adesso? e se avesse vinto?

    2) Radicamento sociale- Non sono convinto che il radicamento sociale della politica si realizzi attraverso il sindacato. Sono due cose distinte
    Il sindacato ha una mission che è la difesa dei diritti dei suoi iscritti per i quali si batte perchè vengano rispettati.certo può dare un contributo alla politica, a quella politica disposta a dialogare e con la quale spesso sono emersi anche “conflitti di interesse”

    La politica deve leggere i bisogni della popolazione e deve saper dare delle risposte adeguate. Per fare questo deve vivere in mezzo alla gente e con la gente. deve saper ascoltare e soprattutto accettare suggerimenti, deve coinvolgere e saper attrarre quanti sono disposti, per capacità, competenze, esperienza a dare il proprio contributo. Questo ancora oggi non accade. Spesso l’interesse particolare prevale su quello generale.

    3) Laboratorio degli enti locali- Oggi sui comuni ricadono molte incombenze e naturalmente la responsabilità dei Sindaci è aumentata. Ci sono Comuni che fanno bene il loro lavoro e altri che sono in difficoltà. Soprattutto in questo contesto la politica deve saper interpretare il territorio e fare da tramite verso chi ha la responsabilità di trovare le risposte. Questo compito, oggi ,sempre meno viene svolto dalla politica e sempre più vede coinvolte le associazioni, i volontari, quasi sempre visti come dei corpi estranei dalla politica. E se i cittadini si rivolgono all’opposizione è perchè chi governa non riesce a dare le risposte adeguate.
    Ma cos’è la governance del territorio se non l’assunzione di responsabilità nel svolgere delle azioni per risolvere i problemi della gente? Allora perchè non coinvolgere quanti intendono partecipare con idee e proposte alla discussione ed alla vita attiva della politica, disposti ad assumersi precise responsabilità?

    4) la democrazia- I nodi irrisolti del partito. Il PD è nato con una grande visione ed una speranza di innovazione che ha creato entusiasmo, facendo avvicinare nuovi soggetti, ma si è costituito attraverso vecchie logiche che stanno generando delusione. Un partito che si proponeva come aperto, inclusivo che invece si sta rivelando chiuso ed esclusivo. E’ vero, i problemi stanno all’interno perchè vivono ancora le anime dei vecchi partiti, perchè caduta l’ideologia resiste ancora il pensiero ideologico, perchè prevale l’interesse particolare piuttosto che la difesa del bene comune.
    Auguriamoci, Enrico, che presto si ponga fine all’analisi e si entri nel merito dei problemi della gente per costruire un partito al quale, coloro che ancora credono, possono partecipare con gioia e convinzione.
    Giuseppe Latella

  7. lucio ha detto:

    Ti ringrazio per il coraggio…dobbiamo tornare a pensare, ad essere..
    protagonisti

    ti facci omaggio di questa poesia

    di Ungaretti che ben si addice a noi lupi di mare..

    ciao lucio

    Allegria di naufragi

    E subito riprende

    il viaggio

    come

    dopo il naufragio

    un superstite

    lupo di mare

    Giuseppe Ungaretti - 1917

  8. liviana andreossi ha detto:

    Caro Enrico come non condividere la tua analisi e come non condividere la tua sintesi quando affermi che nel governo Illy quello che non ha funzionato ” è la democrazia “. In regione avevamo un re e una corte di servi ( percepiti o reali ? )
    Ricordo un bell’ editoriale di Scalfari su Repubblica di qualche anno fa , dove senza far nome, ( vado a memoria ) parlava di un giovane imprenditore che si stava scaldando i muscoli con il governo di una regione in attesa di ben altri lidi… un giovane imprenditore la cui visione politica e il cui fanatismo potevano rivelarsi anche più pericolose dello stesso berlusconismo.
    Tu dici che la politica regionale durante il governo Illy era asservita alle decisioni del reuccio e i politici non dovevano far altro che diffondere il verbo e/o convincere , isolare i riottosi. Non era più richiesto di pensare. Una regione governata con questi criteri è stata, a mio parere , una regione in mano ad un estremista di destra. I politici erano tenuti al guinzaglio come cani. A questo proposito ho due ipotesi .1 ) i cani erano sciocchi e si adeguavano per incapacità cognitiva .
    2) ai cani il principino gettava ossa succulente che gli permettevano di tirare il guinzaglio senza che dalle loro fameliche bocche uscisse un guaito.
    Sono propensa a credere ad un ipotesi mista , un po’ della prima e un po’ della seconda.

  9. Aless. ha detto:

    Questa è la stagione della riscossa dei luoghi comuni, delle frasi fatte, della gara al populismo generalizzato, della faccia tosta ad oltranza, ecc.
    Se si vuole essere eletti bisogna avere idee di respiro brevissimo, di pronta cottura, preconfezionate al massimo e assolutamente non nuove: bisogna raccattare quelle quattro idee che al momento sono più calde, contrapporle a quelle dell’avversario identificato (individuare un colpevole; magari accusando lo stesso di trarre molto profitto dalle sue posizioni), tradurle nelle formule più populiste possibili, metterci davanti la faccia più tosta che si può e ripetere queste cose fino all’ossessione.
    Secondo me, in questo modo i risultati elettorali vengono: purtroppo !!! e credo ancora per molto!!!
    Caro Gherghetta, sarebbe necessario che passasse la stagione di “quelli che le elezioni le vincono”, “di quelli che: abbiamo perso il contatto con la gente”, “di quelli che: abbiamo bisogno di idee nuove”, ecc.
    A mio modestissimo parere, questa potrebbe rappresentare la versione “depressa” di “quelli che vogliono la Garibaldi a mitragliare i battelli dei disperati al largo di Lampedusa”, “a quelli che ti dimostrano che anche la Carfagna può fare il Ministro”, “a quelli che pensano si possa dialogare con Ghidini”, “a quelli che semplificano i sistemi legislativi affidandone l’incarico a Calderoli e, contemporaneamente, abolendo il Ministero della Salute perchè costa”, ecc.
    Se poi servono luoghi comuni di “nuovo conio”, non ci sono assolutamente difficoltà di produzione.

  10. Alessandro Portelli ha detto:

    A parte il linguaggio (”cani” sciocchi a cui si getta un osso non è bello da dire, ma magari il presidente condivide) del post precedente su cui ci sarebbe molto da dire, mi chiedo se Gherghetta, che è stato con Illy in consiglio regionale per lungo tempo, non abbia qualche autocritica da farsi a questo punto…
    Lei si chiama fuori, presidente?
    Prima che lei se ne andasse dal consiglio regionale per fare il presidente della provincia di Gorizia era tutto rose e fiori e la faccenda è peggiorata dopo che lei se ne è andato?

    Mi sembra che il centrosinistra abbia difficoltà ad analizzare la sconfitta perché c’è troppo nervosismo in giro. I dirigenti del PD, che dovrebbero esser persone responsabili, non è il caso, secondo me, che siano così duri tra loro. Trasmettono un’immagine da ultimi giorni nel bunker sotto la Cancelleria a Berlino.

    Per farmi capire meglio: io non riesco ad immaginare, presidente, cosa possano pensare i suoi ex colleghi consiglieri regionali a sentirsi definiti così: “uomini e donne in Regione che hanno smesso di pensare perchè semplicemente non era più richiesto. Uomini e donne in crisi” che “Si sono dimenticati di fare politica, ovvero di avere idee e di decidere”. Parole sue.
    E i sindaci (come diceva Latella “sui comuni ricadono molte incombenze e naturalmente la responsabilità dei Sindaci è aumentata” e molti sindaci hanno difficoltà, è vero: ma sono spesso brave persone disinteressate)? Cosa penseranno i sindaci ad essere definiti “sindaci sull’orlo di una crisi di nervi che sempre più assumono atteggiamenti elitari a dir poco fuori luogo”?
    Parole sue.
    E poi, sarebbe bello, ogni tanto (ogni tanto), fare un nome.
    Chi sarebbero i sindaci che assume atteggiamenti elitari a dir poco fuori luogo?
    Visto che si fa un’accusa così dura, sarebbe bene fare i nomi.

    Prevedo scontri, in futuro, Presidente. Chi la pagherà saranno i cittadini che credono al progetto del PD. Spero tanto di sbagliare profezia.
    Scusi se son stato un po’ duro a mia volta, ma sa, la passione…

  11. Barbara Zilli ha detto:

    Illy ha perso e ha perso il PD.
    Una parte è “colpa” dell’election day ma se non ci fosse stato non è detto che il centro sinistra avrebbe vinto, con ogni probabilità la differenza tra le due coalizioni sarebbe stata meno pesante.
    Sei anni fa Illy è stato scelto perchè era l’unico che, in questa fase storica, poteva portare il centro sinistra alla vittoria in FVG. Così come due mesi fa.
    Durante il suo mandato ha trasformato una piccola regione del nord est in una regione europea.
    Ha creato il trampolino di lancio affinchè diventi strategica nelle politiche europee. Con Illy siamo usciti dal provincialismo.
    Ha saputo vedere l’importanza strategica della diversificazione degli approvvigionamenti energetici che interesserà il prossimo futuro e in questo senso ha gettato le basi.
    Ha fatto molto per il sociale (mutui agevolati e reddito di cittadinanza che sta aiutando molti cittadini bisognosi, per portare alcuni esempi).
    Che era un RE lo sapevano tutti dall’inizio e così veniva accettato.
    Ha fatto l’errore di circondarsi di persone che non erano RE ma che si atteggiavano come tali e mi riferisco in particolare ad alcuni assessori della Giunta. La Giunta dava l’impressione di essere chiusa in un palazzo di cristallo inaccessibile con il risultato di apparire come dei comuni mortali che si atteggiavano a RE, ma che nessuno riconosceva come tali.
    Un atteggiamento simile ha avuto l’effetto di creare rivolte in ogni riforma proposta:
    1) riduzione delle aziende sanitarie: riforma giusta. La nostra è una regione di 1.200.000 abitanti che ha 14 direttori generali con relativo staff (esistono aziende che servono 2.000.000 di abitanti con 1 direttore generale). Riforma impostata male: sopprimeva la provincia di Gorizia
    2) rapporto con INSIEL
    3) rapporto con dipendenti regionali: si vocifera che ci sia stato un boato alle dimissioni di…
    4) presa di posizione contro gli operai del monfalconese che scioperavano
    5) percorso TAV non mediato, nè comunicato con chiarezza
    etc…
    In questo sta semmai la “colpa” dei consgilieri regionali: non aver saputo comunicare nei modi giusti le riforme ai territori di competenza.
    Non capisco invece la polemica sui sindaci.
    C’è stata una modifica costituzionale che riguarda le Autonomie Locali (2001) che dà corpo al sempre nominato principio di sussidiarietà, seppur mantenendo una logica di equiordinazione.
    Del resto chi meglio del Sindaco conosce il territorio, i suoi problemi e quelli dei cittadini che amministra? E’ giusto che quando si tratta di toccare i territori amministrati il Sindaco e il Consgilio debbano avere il potere di influire sulle decisioni. Per quello che ho potuto riscontrare nella mia piccola esperienza tali decisioni sono state sempre ponderate ed effettuate con buonsenso, nell’ottica di migliorare la vita dei cittadini.
    Più che sul ruolo dei Sindaci il dibattito è da spostare sul ruolo dei Partiti come luogo di elaborazione delle linee programmatiche che riguardano il territorio.

  12. Barbara Zilli ha detto:

    Anche il PD ha perso.
    Non sto a fare analisi. Solo due parole. I cittadini con il voto sono stati chiari. Non era un voto al centro destra ma è stato un voto contro il DEGRADO e l’IMPOVERIMENTO.
    Durante il nostro governo non abbiamo saputo nemmeno ipotizzare un sistema sociale volto ad arginare il degrado (il centro destra cavalca questo fenomeno confondendolo, opportunamente, con il concetto di SICUREZZA) e l’impoverimento che durante il nostro governo è decisamente peggiorato, vuoi per la congiuntura economica, vuoi per altri motivi. E così siamo passati come il governo delle tasse.
    A tutto questo non abbiamo saputo dare risposta, come non l’abbiamo saputa dare nel rinnovamento promesso. La classe dirigente è sempre quella. Lo è anche per il centro destra ma dà l’impressione comunque di essere più nuova e aperta al rinnovamento (Forse perchè Berlusconi è arrivato dopo rispetto ai nostri, molti dei quali sono ancora da “prima repubblica”).
    In provincia di Gorizia però non è stato così. Il PD, pur lavorando in un contesto sociale analogo a quello nazionale (si pensi al monfalconese che include le problematiche tipiche di una grande città) ha fatto un ottimo risultato.
    Il PD locale investe in giovani, in competenze, e ha saputo scegliere le persone giuste da presentare nelle liste.

  13. Alessandro Portelli ha detto:

    “La classe dirigente è sempre quella. Lo è anche per il centro destra ma dà l’impressione comunque di essere più nuova e aperta al rinnovamento (Forse perchè Berlusconi è arrivato dopo rispetto ai nostri, molti dei quali sono ancora da “prima repubblica”)”.
    Son cose che alla massa dei cittadini non importano, queste del rinnovamento. Forse importano ad una parte dell’elettorato di centrosinistra, ma non al grosso dell’elettorato, che vota per la destra sapendo TUTTO quello che c’è da sapere su di loro. E nonostante presentino più o meno le stesse facce da quattordici anni.

    Ci hanno puntio perché davanti ai problemi delle persone, litigavamo come comari. E dicevamo NO, o NON SI PUO’ FARE. La genete aveva bisogno di speranza, tutto qua. E siamo mancati.
    Poi abbiamo massacrato un sacco di persone con gli studi di settore.
    Poi l’indulto.
    Poi ci siamo buttati sui PACS (una cosa giusta, ma che interessa pochi) invece che sull’impoverimento che la gente sente ormai la PENULTIMA settimana del mese.
    Ecco perché, secondo me, il PD e la sinistra sono stati identificati con LA CASTA.
    Ecco perché hanno pagato.

    Mi auguro che la litigiosità non prevalga qui da noi, all’interno del PD.
    Ma dopo aver letto l’ultimo intervento di Gherghetta, non son ottimista.

  14. bruno budal ha detto:

    Risp. Presidente. PD da coltivare, ma parto assoluttamente pramaturo e soprattutto nel momento sbagliato (vicino alle elezioni) ed ovviamente con ingenti danni collatterali ed infine senza creatività nè originalità (troppo simil-americano) Ed ancora troppo verticismo, insuffifficiente comunicazione e scarsa o nessuna propensione al confronto con la “società” su situazioni difficili e complesse da risolvere, a differenza di altri. Tutto questo ha fatto la differenza. Nessuna rivelazione o novità, come dimostra l’esito di tutti i recenti risultati elettorali, compreso quello siciliano di questi giorni. Niente catastrofismo, ma realismo, e anche molto coraggio per un futuro difficile ed in salita.

  15. Barbara Zilli ha detto:

    Io ritengo che abbiamo bisogno di rinnovamento proprio per trovare una nuova leadership. La nostra, seppur formata da brave persone, alcune delle quali altamente competenti e rispettate anche al di fuori dei nostri confini, non convince mai a fondo. E quando vince ottiene vittorie risicate e instabili per i motivi elencati da Alessandro Portelli che condivido.
    Sull’instabilità però ci sarebbe da aprire un altro capitolo.
    Non abbiamo bisogno di litigiosità ma di ridefinizione. Dobbiamo prendere atto della sconfitta, l’analisi del voto è stata fatta in diverse sedi, ora si tratta di andare avanti. Abbiamo costruito un paritito che ha preso la percentuale che prendono (più o meno) i grossi partiti socialdemocratici europei quando perdono. Questa è una buona base di partenza.
    Fare l’analisi del voto, parlarci tra di noi, senza apportare cambiamenti ben visibili e percepibili questa sarebbe la vera grande sconfitta del PD.

  16. liviana andreossi ha detto:

    Ma che cavolo è questa uscita dal provincialismo e questo trampolino di lancio che fa diventar strategico il FVG nelle relazioni europee ? Gradirei il dettaglio quando si fanno queste affermazioni.
    Visto che la rampante Barbara Zilli enuncia senza spiegare provo a portare dei fatti concreti e aspetto smentite. La Zilli quando parla di visibilità europea intende parlare della principesca sede del FVG a Bruxelles ? Che altra visibiltà ha ottenuto Illy oltre a inimicarsi tutti i Balcani con la sua supponenza quando voleva imporre TAV e rigassificatori ? Andava in Slovenia e pretendeva di trattare come un capo di stato e non come un presidente di regione , suvvia ! Era ridicolo…
    Domando : come è uscito dal ” provincialismo ” il RE , forse con le cene a carico del contribuente a Villa Manin ? Cene dove invitava il ghota dell’ imprenditoria nazionale ed estera , gentaglia come il tizio delle tods o il Benetton che sta affamando i mapuchi in Argentina e che fa da testimone alle nozze di Briatore con la prostituta che faceva i lavoretti in parlamento ai fascisti?
    Il RE che voleva togliere la proprietà pubblica degli ospedali per affidarla alle banche ? I problemi della santà , a parer mio , era ben lungi dall’ esser risolto con le macroaree volute dal disegno del RE . Il problema della sanità è l’ aziendalizzazione e la riforma sanitaria dell’ allora ministro De Lorenzo.
    Il RE che si apprestava a sventrare la regione con la TAV ? il Re che voleva di tutto : il cemetifico , le culture transgeniche, un elettrodotto in aerea che come un luminoso albero di natale avrebbe venduto energia in europa ?
    Il RE che voleva fare gli affari con le ditte tondino e cemento per le casse di espansione sul Tagliamento ? Sempre per la stessa ditta l’ autostrada Carnia Cadore .
    Il RE che voleva immensi impianti sciistici e ricettivi a meno di 1500 metri quando tutti sanno che l’ innalzamento della temperatura del pianeta rende tali impianti uno sperpero di denaro e una devastazione ambientale di danno incalcolabile ? il RE che voleva accorpare le aziende pubbliche per fare business con i servizi primari ( H20, gas e scvazze ) .Il RE che si era fatto una sede principesca a Trieste convinto della rielezione. il RE che mendica la pensione dopo aver dichiarato ,in un intervista al Corriere, che la pensione di reversibilità alle vedove è pratica obsoleta. Il RE che denuncia gli operai e che chiama le istanze di difesa ambientale e sociale minoranze rumorose ? il re che ha indebitato la regione con i derivati garantiti da bassolino e che ha messo in piedi la mostruosa holding regionale di nome Friulia ?

  17. Alessandro Portelli ha detto:

    Ammazza, ahò…
    Ecco perché abbiam perso!!!

    Resta in piedi una domanda: la signora Andreossi ha chiosato Gherghetta (dandogli ragione) definendo i consiglieri regionali del Pd della passata legislatura (e di questa?) come cani sciocchi che si adeguavano per incapacità cognitiva, cani a cui il principino gettava ossa succulente che gli permettevano di tirare il guinzaglio senza che dalle loro fameliche bocche uscisse un guaito.
    Bene. Rispetto la sua opinione.
    Ma, Gherghetta?
    La pensa così?
    Si parla di compagni di partito e di colleghi di Gherghetta.
    Io domando: questa gente ce la teniamo, nel partito o dobbiamo mandarla via perché fa danni?
    Il presidente della provincia è d’accordo con la signora Andreossi?

  18. egle ha detto:

    Il piccolo principe illy-berale si era circondato di assessori servili ed a lui obbedienti che non ritenevano di operare considerando utile alcun processo partecipativo. Diceva la vecchia DC che il consenso andava governato e non inseguito…. e secondo tale comodo principio si sono mossi, ma la delega è giusto sia revocabile….Il brodo dei partiti aggiunto del dado-Illy è diventato alfine imbevibile……Mi sale ancora la rabbia se penso di aver creduto pure nel metodo dell’Agenda 21 con la nomina del Dott. Cavallini….ma che cacchio ha fatto costui di buono?

  19. Gianpaolo Giuliano ha detto:

    Caro Enrico, apprezzo molto quando fai il “vulcano di idee” ma spesso non ti rendi conto che ti comporti come un elefante in un negozio di cristalleria.
    In un contesto in cui il PD è diviso e in una fase di radicamento, e il sindacato non attraversa un periodo facile è quantomeno indelicato intervenire in quella maniera,anche perchè credo fortemente nel valore dell’autonomia e penso che ognuno deve guardare in primis in casa propria. Tu dici che in quanto iscritto al sindacato ritieni corretto criticarlo ma esistono i luoghi della discussione e non le boutade.
    E’ vero, bisogna reinventarsi,cambiare,essere più “europei” nella mentalità ma non è questa la maniera giusta in quanto si rischia di fare il vuoto attorno. Discutiamone tutti assieme(cittadini,amministratori,sindacalisti,imprenditori ecc…)le tue idee possono essere una buona base per una discussione in cui si gettino le fondamenta per nuove idee.
    Il PD è nato per unire e riconosco che anche il sindacato dovrebbe andare verso quella direzione ma il tuo più che altro sembra un diktat o come ha scritto qualcun altro nel tuo blog, un ritorno alla cinghia di trasmissione cosa che peraltro è stata dannosa. Anch’io da RSU (che ti ricordo sono elette direttamente dai lavoratori) sono un fautore di novità, che in parte e ancora troppo lentamente si stanno verificando, come ad esempio un ruolo più forte dei sindacati territoriali e quindi della contrattazione territoriale, una maggior collaborazione tra datori di lavoro e lavoratori e su questo argomento vorrei iniziare a discutere anche di cogestione,insomma ci si muove lentamente ma ci si muove, le polemiche innescate dal tuo legittimo intervento purtroppo rallentano.

  20. Alessandro Portelli ha detto:

    La sua uscita è finita su Repubblica.
    Alessndra Longo la firma.

  21. Enrico Gherghetta ha detto:

    Caro Alessandro, ho fatto delle riflessioni politiche e non amo fare personalismi. Solo le menti deboli pensano di risolvere i probemi accusando questo o quello.
    Ho stima e affetto per tutti gli uomini e le donne del PD e del sindacato. Le mie sono critiche di sistema, forse per questo sono meno digeribili.

  22. Enrico Gherghetta ha detto:

    Caro Gianpaolo,
    il PD è un partito di uomini e donne liberi che ha l’obiettivo di cambiare il mondo per renderlo più giusto e umano.
    Il verbo “cambiare” non è scritto per caso.

    Accidentalmente sono iscritto al sindacato e ne parlo, se non lo fossi ne parlerei ugualmente. Il sindacato non è questione di pochi, non lo è mai stata. Il sindacato unito esisteva, si chiamava FLM, era forte e ha guidato tutta la grande stagione del movimento operaio, perchè era generalista e si poneva l’obiettivo di cambiare (il verbo ritorna) il Paese e non di essere una somma di corporazioni che si autodifendevano.

    Inopportunità, indelicatezza, elefante in cristalleria. Accetto la critica ma nel merito? L’unione di fa, non basta prefessarla.

  23. Alessandro Portelli ha detto:

    Guardi presidente che il merito può anche essere condivisibile, ma se poi il suo taglio è: “Tutti coglioni, solo IO ho capito”, oppure “Siete stati solo dei servi sciocchi, per questo abbiamo perso”, “IO so come si vince, Voi no”, beh, temo che quello che lei otterrà saranno solo censure.
    E inimicizie.
    Il signor Gianpaolo Giuliano ha ragione.
    Nei momenti difficili è dura per tutti. E spesso anche in quelli facili.
    Conosco qualche amministratore del suo partito. So che spesso fanno quello che fanno con molta difficoltà personale.
    Le ripeto la domanda: come pensa possano aver preso le sue CANNONATE? Perché questo sono state.
    Un amministratore in particolare, che conosco, mi ha detto che, accada quel che accada, il suo voto lei non lo avrà mai più.
    Capisce che credo di sapere di cosa parlo…
    E mi spiace, sa? Il Pd è il mio partito.

    Lei ha fatto un po’ di antipolitica, presidente. Ha sparato sul quartier generale, come diceva Mao.
    Lo ha fatto perché adesso va di moda?
    Per trovare, come dice il mio amico amministratore, una sintonia con la gente a spese di altri che stan con lei nel Pd?
    Spero che non sia così.
    Gliel’ho già scritto qualche post fa: guardi che la gente è volubile.

  24. Enrico Gherghetta ha detto:

    Capisco, bisogna tacere. Se qualche volta hai qualcosa da dire conta fino a 10, nel mio caso fino a 100, e comunque ricordati che c’è sempre una ragione per parlare ma una altrettanto forte per tacere. Bella filosofia.
    Nei momenti difficili cosa bisogna fare? Tenersi stretti, ovvio!

    Vedi Alessandro, io amo la politica e il mio partito, la mia non è solo una infatuazione ma una vera e propria passione. Me ne frego se la politica mi da un ruolo o meno, per anni non l’ho avuto ed ero felice forse più di adesso. Adesso trovo sempre degli idioti che vogliono vedere dietro alla ricerca del perchè o del per come dico o faccio delle cose.
    Io penso sempre che i miei interlocutori siano in buona fede e che vogliano cambiare il mondo come lo voglio io, e ti posso assicurare che sono tanti, e tra loro tanti dentro il PD. Se il tuo amico amministratore ha inteso la critica alla governance degli enti locali come una critica a lui, entri nel merito, me lo contesti. Ribadisco che abbiamo (noi) creato un sistema di enti locali che produce difficoltà crescenti agli amministratori, indipendentemente se bravi o meno, per il semplice motivo che abbiamo scaricato a loro tutto il non funzionamento dello Stato e della Regione, sperando in una soluzione salvifica irreale da realizzare. E sai perchè irreale? Perchè, sempre a mio modesto e umilissimo e rispettosissimo avviso (se qui non ti cospargi il capo di una chilo di cenere al giorno non può nemmeno aprire bocca :-) ) perchè la questione della crisi del sistema Italia non è una soluzione amministrativa ma una soluzione politica ed è quindi irreale pensare di risolvera delegandola ai Sindaci. Il risultato infatti non può che essere la messa in crisi del rapporto tra cittadini e politica anche dove fino a ieri era escluso, cioè i Comuni.
    Ma ti diro di più, la soluzione è talmente politica che la cosidetta “prossimità” del Comune è un surrogato di breve durata se non si risolvono i nodi di un sistema Italia che vede al centro la bassa produttività del sistema nel suo insieme, con tutti gli annessi di nuove compatibilità sociali e ambientali proprie di una inversione generale di rotta.
    Sono idee del mio partito. Non mie personali. Chiedo solo che il programma di Veltroni si realizzi, altrimenti perchè abbiamo detto che “si può fare”?

  25. Enrico Gherghetta ha detto:

    E poi al tuo amico amministratore fai leggere nell’ordine:
    - il programma nazionale del PD
    - il Manifesto dei valori del PD
    - il codice etico del PD
    - lo Statuto nazionale del PD

    Non è carta straccia, ma sono i motivi perchè le persone stanno nel PD e lo votano.

  26. Enrico Gherghetta ha detto:

    NB non serve che mi voti, basta che legga.

  27. Enrico Gherghetta ha detto:

    Al mio caro compagno Giuliano,
    titolo 3, punto 10 del programma di Veltroni:

    “Ora, serve un nuovo modello, con un nuovo obiettivo: l’incremento della produttività totale dei fattori, introducendo fortissime dosi di innovazione nel nostro sistema economico ed aprendolo agli investimenti stranieri. Protagonisti della nuova fase di concertazione - al pari dei sindacati dei lavoratori e di Confindustria - devono essere le Associazioni rappresentative della piccola e piccolissima impresa artigianale e commerciale, unitamente alle organizzazioni della cooperazione e del no profit. In questo contesto, tutti devono “cambiare” comportamenti e capacità di rappresentanza: la politica, certo. Ma anche le forze sociali, per le quali diventa urgente (per renderle protagoniste della contrattazione di secondo livello, dove si può agire sulla produttività), una (auto)riforma delle regole della rappresentanza.”

  28. liviana andreossi ha detto:

    Ho letto Alessandra Longo e la sua finestra. Consiglio la lettura dell’ articolo di Rumiz che parla di Mario Rigoni Stern . Ho letto quell’ articolo e mi sono sentita meno sola nella mia personale battaglia,è una vita che mi batto senza cercare null’ altro che il bene comune.
    Parlate del PD come di un partito che vuol portare dei cambiamenti , credo nella buonafede di alcuni di voi ma credo anche dobbiate cambiare subito il vostro linguaggio.Gherghetta non tira cannonate , Gherghetta dice la verità , la sua verità .
    A mio parere non è abbastanza coraggioso perchè la verità ha bisogno di nomi e cognomi e nessuno di voi ha il coraggio di farli . Parlate di consiglieri regionali che non sono re , parlate di amministratori che non voteranno più Gherghetta , e i nomi ?
    Oggi Berlusconi ha inferto un altro colpo mortale alla nostra precaria democrazia.L’ editto letto da schifani e la legge salva processi che salvando Berlusconi dal processo Mills affonda anche il processo di Genova e i processi sulle morti biianche. Veltroni ha commesso l’ incredibile errore politico di riproportare in vita un Berlusconi che era stato abbandonato da Casini e AN. Veltroni ha riesumato Berlusconi come unico intlocutore in un bipolarismo folle e anticostituzionale , un bipolarismo creato a tavolino . Fino a ieri Veltroni pensava di poter riscrivere la Costituzione assieme a questi banditi.Le vere cannonate alla democrazia le ha tirate il vostro partito e la vostra idea di riformismo. La sicilia insegna , la gente di sinistra in Sicilia non ha votato , siamo tutti schfati , prima ve ne rendete conto e meglio sarà.

  29. Alessandro Portelli ha detto:

    Cominci Gherghetta a farli, i nomi, cara signora…
    Glil’ho chiesto qualche post fa.
    Poi li faccio io.
    Ha tirato delle cannonate senza dire CHI è il suo bersaglio. Lo dica.
    Altrimenti devo considerare tutto roba per addetti ai lavori, messaggi in codice. E allora ha forse ragione lei…
    Chi sono i sindaci elitari?

    IO, CARO PRESIDENTE, A QUESTO PUNTO NON LE CHIEDO DI TACERE, MA DI PARLARE.
    CHI?
    TUTTI?
    PERCHE’ SE TUTTI, ALLORA NESSUNO!!!!!
    CHI?

    Visto che non si sa chi, caro presidente, è legittimo che il mio amico amministratore ce l’abbia con lei (e guardi che non è il solo, a quanto ne so).
    Lei dice: “Se il tuo amico amministratore ha inteso la critica alla governance degli enti locali come una critica a lui, entri nel merito, me lo contesti”.
    Ma lei NON FA nomi, caro presidente, quindi E’ LEGITTIMO che ci sia della gente (che è brava gente) che si sente chiamata in causa!!!!!!! E che si incazza!

    CHI, presidente?
    Ce l’ha il coraggio di fare NOMI e COGNOMI?
    Chi era SERVO di ILLY in consiglio regionale?
    Chi è L’AMMINISTRATORE ELITARIO IN CRISI?

    p.s.
    E non dica “Me ne frego se la politica mi da un ruolo o meno, per anni non l’ho avuto ed ero felice forse più di adesso”. La prego!
    Non le credo, mi scusi ma non le credo!
    Se non ci fosse stata dell’ambizione personale, lei non sarebbe dove sta.
    D’altra parte, politici che lasciano libero il campo ad altri o che si dimettono io non ne conosco.
    Devono ancora inventarli.

  30. Caterina ha detto:

    Sono felicissima di leggere le dichiarazioni dell’amico Gherghetta a cui è stato dato, giustamente, grande rilievo nazionale. Sono meno felice che queste dichiarazioni siano state fatte solo ora. Che l’imperatore, rectius il faraone, fosse nudo non è vicenda di questi giorni, ma eravamo in pochi a dirlo contrastando coloro che ne vedevano i vestiti a tutti i costi. Ci veniva detto che Illy era e rappresentava un valore aggiunto, un plus rispetto agli altri; una visione aziendale di una coalizione che quegli stessi, per altri personaggi, criticavano. Quegli stessi che oggi hanno abbandonato la nave seguendo le orme del loro capitano, gli antifascisti dell’otto settembre.
    Il comportamento del nostro dopo le elezioni è noto: il comandante ha
    lasciato per primo la nave che affondava incurante dell’equipaggio. E questo sarebbe il valore aggiunto? La politica, almeno per come la penso, è anzitutto un rapporto tra persone che condivisono un progetto, persone che insieme camminano in cerca di soluzioni per la gente. E’ il fattore umano il plus a cui dobbiamo tendere, non le copertine dei settimanali, non le icone, non i testimonial. Come ripartire? Condivido l’analisi di Enrico Gherghetta: dobbiamo fare tesoro degli errori e ripartire da un dato ineludibile: il PD ha perso, malamente, le elezioni. Ha peccato di arroganza, non ha ascoltato le esigenze della gente, ha gestito il partito alla stregua di un’impresa, nulla inviadiando la coalizione del principale competitore oggi nostro presidente del consiglio. Solo una buona dose di umiltà ed autocritica accompagnata da seri progetti può evitare una nuova Caporetto. Ma i progetti si costruiscono ora, oggi il PD ci deve dire, ad esempio, quale sarà il progetto per il nuovo sindaco di Trieste, oggi ci deve dire quale sarà il progetto per il nuovo sindaco di Monfalcone, oggi deve comunicarci le strategie per un’opposizione costruttiva. La scommessa, a mio avviso, è questa. Si tratta di iniziare a lavorare, con convinzione e onestà intellettuale.
    A presto ed ancora grazie ad Enrico Gherghetta.
    caterina

  31. Gianpaolo Giuliano ha detto:

    Compagno non prendertela ma quelle parole che ho usato per criticarti le ho usate per rendere meglio l’idea del mio pensiero, intanto se sono qui a discutere vuol dire che a prescindere dai la possibiltà di essere criticato, ma vengo subito al merito…Il sindacato ha bisogno di un grande rinnovamento e auspico anch’io che il percorso unitario riprenda, ma non lo vedo ancora in vista…comunque il PD penso che possa servire a rendere questi percorsi unitari che dovranno riguardare il sindacato, le cooperative, gli artigiani, i commercianti, possibili. Ma come? Per fortuna nel sindacato ci sono molti giovani che credono nel cambiamento, o che sognano, come me essendo metalmeccanico, la FLM.Ma come si fa a renderla attuale e a fare in modo che questa difesa degli interessi venga superata? Ci vogliono idee e leader come Trentin,che oggi non ci sono, che abbiano il coraggio di fare e far fare certe scelte. Credo che però il PD non possa assumere sempre o quasi una posizione di equidistanza (cosa pensa il PD su cogestione, riforma contrattuale, detassazione degli straordinari ecc…?) soprattutto quando si tratta di scegliere fra i padroni del vapore e i lavoratori. Per questo apprezzo la tua sincerità nel senso che sparigliare il campo mette in moto la discussione che è sempre base di partenza, ma ti domando, come fare in modo di portare questa discussione nei luoghi opportuni per fare in modo che serva a qualcosa? E’ questo quello che ti chiedo perchè di idee ce ne sono tante tutto sta nel metterle in pratica. Sai benissimo però che anche le tue posizioni sul quadro post-elettorale non sono esenti da critiche perchè, e magari mi inganna l’apparenza, ha ragione un commentatore di prima quando afferma che per come ti poni, sembra che gli altri per te hanno sempre torto. Abbiamo perso per tanti motivi, il primo è che oramai siamo il partito dei pensionati e dei dipendenti pubblici, lo dice la stessa CGIL che oggi ha pubblicato un rapporto in merito a ciò. Siamo quindi un partito che appare lontano dalle gente e che è troppo concentrato dal profilo amministrativo, aprirsi ai lavoratori(autonomi e dipendenti) ai professionisti è compito arduo ma è anche una sfida che carica. Se però, ed è qui la critica costruttiva che ti faccio, per prima cosa non innestiamo polemiche tra noi che portano alla divisione,sarebbe meglio. Abbiamo bisogno di una serena collaborazione,soprattutto fra chi il PD lo governa(anche e soprattutto a livello locale), anche perchè in caso contrario rischiamo di gettare tutto alle ortiche e questo con i tempi che corrono non possiamo permetterci di farlo pena la sconfitta nei prossimi 20 anni.

  32. liviana andreossi ha detto:

    Ho lettoil titolo 3 punto 10 del programma del PD postato da ghergh. “l’incremento della produttività totale dei fattori, introducendo fortissime dosi di innovazione nel nostro sistema economico ed aprendolo agli investimenti stranieri. Protagonisti della nuova fase di concertazione - al pari dei sindacati dei lavoratori e di Confindustria - devono essere le Associazioni rappresentative della piccola e piccolissima impresa artigianale e commerciale, unitamente alle organizzazioni della cooperazione e del no profit. In questo contesto, tutti devono “cambiare” comportamenti e capacità di rappresentanza: la politica, certo. ”
    SIGNIFICATIVO IL LINGUAGGIO CRIPTICO E INVOLUTO ( NANNI MORETTI DIREBBE COME IN PALOMBELLA ROSSA : ” MA COME PARLA LEI ???? ” ) Investimenti stranieri ? e chi si sogna di investire in questo Paese ? Ma di che razza di concertazione parla il vs. programma ? Una nuova concertazione che mette tutti sullo stesso piano ? E tu Giuliano da sindacalista condividi la linea ?
    Ma siamo fuori di testa ? Ma da quando in qua l’ operaio concerta con il padrone su un piano di parità ? In un Paese come il nostro dove la domanda di lavoro supera di gran lunga l’ offerta ?
    Il lavoro si piglia a qualsiasi condizione, abbiamo le paghe più basse d ‘Europa , Fate, come me, un giro nelle fabbriche e vedrete che razza di contratti di lavoro ci sono. Di questi contratti dobbiamo ringraziare il pacchetto Treu e la conseguente legge 13 a cui il vs. programma non fa cenno ( perlomeno non nella parte che ghergh ha introdotto )
    Ma l’ avete sentita la Emma , ma vi rendete conto che i padroni stanno facendo carne da macello degli operai ?Non vi bastano i morti ?
    Il ” ma anche ” del vostro Veltroni include addirittura la cooperazione e il no profit in un guazzabuglio indecente.Abbiamo avuto in regione un governo di estrema destra con un ducetto . Un governo concertato con una pseudo sinistra compiacente . Portelli domanda NOMI e io aggiungo che vorrei sapere anche quanti grembulini massoni ci sono nella regione e nel vostro partito.
    Si sta realizzando nel paese il piano della P2 e voi siete accecati dai vostri distinguo.
    Parlate di contrattazione territoriale ( gabbie salariali ? ) e perchè non parlare allora di contrattazione aziendale ? I padroni vogliono tanto bene agli operai e il loro benessere è al primo posto, tutti lo sanno. Giuliano ti propongo di eliminare anche il sindacato diventato ormai inutile cinghia di trasmissione.Suppongo che quando dici che si deve essere ” più europei ” tu intenda parlare favorevolmente della Carta di Lisbona.Ma allora facciamo come ha fatto l’ azienda Illy , adottiamo in il contratto familistico: se fai il bravo ti regalo i pacchetti di caffè a natale. Suggerirei di rifare il percorso storico della mezzadria ottocentesca , scendere per risalire…
    Pagherete caro tutto questo, ma quel che è peggio l’ Argentina in cui ci state portando la stanno già pagando in tanti nelle fabbriche. Poveracci che hanno votato lega per disperazione. E non chiamatevi compagni per favore , almeno un po’ di decenza…in Europa non vi siete neppure apparentati con i socialisti.
    Coraggio , come dice il vostro cinematografaro ” si può fare “.
    Portelli questi non schiodano,si rigenerano per cooptazione ( vedi Giuliano e la Zilli )

  33. Gianpaolo Giuliano ha detto:

    Alla Liviana rispondo che si, da sindacalista credo che una maggior collaborazione fra imprenditori e lavoratori è auspicabile. Credo che sulla riforma della Costituzione bisogna mettersi d’accordo con chi è al Governo.Credo nell’autonomia dei territori,anzi il mio sogno è quello di un federalismo su base comunale in quanto l’Italia è la culla dei comuni ma mi accontenterei di una forte autonomia alle Regioni. Credo nell’unità sindacale e si anche nel trattato di Lisbona e penso che il 53% di 700 mila irlandesi non possa mettere in discussione un sogno come l’unità europea. Credo che non bisogna mai sputare nel piatto dove si mangia ma credo che che una mia esperienza passata è passata appunto perchè le idee cambiano e che il conservatorismo,purtroppo,sta alla mia sinistra e che il PD sia una grande possibilità per avere anche in Italia un centro-sinistra moderna e quando dico moderna dico che basterebbe accorgersi di quello che succede vicino. Sono d’accordo sulla TAV e sono ancor più d’accordo a che passi per Gorizia, sono d’accordo sui termovalorizzatori e sul creare energia dai rifiuti. Il ma anche di Veltroni non è da denigrare in quanto rende possibile essere d’accordo per la differenziata e per il termovalizzatore. Bisognerebbe andare all’estero più spesso o addirittura nella vicina Slovenia per rendersi conto di quello che dico. Scusate per lo sfogo ma il cooptato ??? voleva essere chiaro una volta per tutte. Poi una volta messe in chiaro si può discutere cercando ci costruire qualcosa oppure bisogna sempre dire di NO???

  34. Alessandro Portelli ha detto:

    Stia tranquillo, Giuliano.
    La signora Andreossi non è cattiva: la disegnano così.

    Quanto al presidente, ripeto tutto, a questo punto.
    Ha tirato delle cannonate senza dire CHI è il suo bersaglio. Lo dica.
    Altrimenti devo considerare tutto roba per addetti ai lavori, messaggi in codice. E allora ha forse ragione lei…
    Chi sono i sindaci elitari?

    IO, CARO PRESIDENTE, A QUESTO PUNTO NON LE CHIEDO DI TACERE, MA DI PARLARE.
    CHI?
    TUTTI?
    PERCHE’ SE TUTTI, ALLORA NESSUNO!!!!!
    CHI?

    Visto che non si sa chi, caro presidente, è legittimo che il mio amico amministratore ce l’abbia con lei (e guardi che non è il solo, a quanto ne so).
    Lei dice: “Se il tuo amico amministratore ha inteso la critica alla governance degli enti locali come una critica a lui, entri nel merito, me lo contesti”.
    Ma lei NON FA nomi, caro presidente, quindi E’ LEGITTIMO che ci sia della gente (che è brava gente) che si sente chiamata in causa!!!!!!! E che si incazza!

    CHI, presidente?
    Ce l’ha il coraggio di fare NOMI e COGNOMI?
    Chi era SERVO di ILLY in consiglio regionale?
    Chi è L’AMMINISTRATORE ELITARIO IN CRISI?

    p.s.
    E non dica “Me ne frego se la politica mi da un ruolo o meno, per anni non l’ho avuto ed ero felice forse più di adesso”. La prego!
    Non le credo, mi scusi ma non le credo!
    Se non ci fosse stata dell’ambizione personale, lei non sarebbe dove sta.
    D’altra parte, politici che lasciano libero il campo ad altri o che si dimettono io non ne conosco.
    Devono ancora inventarli.

  35. Enrico Gherghetta ha detto:

    Caro Alessandro, mi dispiace, non ho bersagli. Vorrei solo fare del bene al mio partito. L’ho scritto all’inizio “Per tornare a vincere bisogna capire perchè abbiamo perso”, non ci sono scorciatoie.

    Mi dispiace altresì che non mi creda, non posso farci niente.

    A pensarci bene non so niente di lei, che lavoro fa, quanto prende, che titolo di studio, dove abita. So che si riconosce nel PD e spero che almeno a quello creda.

  36. Enrico Gherghetta ha detto:

    Caro Giuliano,
    per unire il sindacato si potrebbe far approvare un odg che impegni i rispettivi direttivi provinciali a creare una “federazione provinciale unica”, in modo da non eliminare quelli esistenti, ma creando un livello superiore unico con una tessera aggiuntiva almeno nella prima fase.
    La scusa potrebbe essere l’apertura europea e il carattere sperimentale di fare sindacato sul confine che non c’è più. Se dentro ci sono anche gli sloveni, ancora meglio.
    Nell’odg si potrebbe prevedere: la presenza oltre del lavoro dipendente anche di quello indipendente e della microimpresa; il meccanismo di elezione diretta; le competenze delegate dai singoli sindacati.
    Se tutti e tre i direttivi provinciali CGIL, CISL e UIL lo votano, è fatta.
    Tra un anno si verificherà come funziona e via via si trasferiranno competenze e poteri, sempre con il voto dei tre direttivi-sorgente.
    Se funziona, in poche anni avremo un sindacato unico, senza umiliare alcuno e con la gioia di tutti.

    Questa è solo una idea, ma ci possono essere altrettanto anche più valide, di certo la sperimentazione di confine potrebbe essere una cosa interessante.

  37. Alessandro Portelli ha detto:

    Vabbé, presidente.
    Lei è un politico.
    Che mi potevo aspettare, d’altro?

    Comunque, si.
    Al Pd io credo.
    Ma non sono un uomo pubblico, io. Le informazioni su di me NON SONO rilevanti.
    Quelle su di lei (che mi pare sia un uomo MOLTO pubblico) invece SI.

  38. gigi ha detto:

    caro Presidente,
    quando saranno le prossime elezioni provinciali?
    Ha già pensato a come reagirà, dal punto di vista nervoso ed alle prospettive lavorative per il futuro?
    Io non mi proccuperei, quando si hanno idee, si è a posto

  39. Enrico Gherghetta ha detto:

    E infatti non mi preoccupo :-)

    Comunque sono convinto che il centrosinistra isontino stia in salute, che ha forza e capacità per superare ogni difficoltà e migliorare dove sbaglia, per questo non credo che vincerà la destra, e questo è oggettivamente, come dire . . . bello! :-)

  40. Alessandro Portelli ha detto:

    Lei è sempre ottimista e felice.
    Bene.
    Gente allegra, il ciel l’aiuta!

  41. Gianpaolo Giuliano ha detto:

    Beh l’ottimismo è una qualità essenziale in politica. Comunque vorrei lanciare un argomento che centra con il titolo del blog…le condizione della sinistra,a sinistra del PD. Lasciando perdere i micropartiti di Ferrando e Sinistra Critica, mi concentrerò su PDCI e PRC. Ieri era una giornata caldissima e non avendo voglia di andarmene al mare, mi sono letto i documenti congressuali dei due partiti. Ragazzi ma come si può immaginare una situazione dove due partiti hanno al loro interno 7 correnti(2 il PDCI e 5 il PRC), cos’è la scissione dell’atomo? Senza contare che SD è ancora in mezzo al guado e non sa che pesci prendere. Io auspico un dialogo con queste parti importanti a noi vicine, ma questa frammentazione non assolutamente normale.
    Faccio ancora un balzo ad una parolina che mi è stata detta in un precedente commento e cioè “cooptato”. Io sono RSU eletto direttamente dai lavoratori, ho preso quasi 3 anni fa 101 voti su 160, come RLS l’assemblea dei lavoratori mi ha eletto all’unanimità,faccio parte del direttivo PD di Monfalcone eletto direttamente dai cittadini attraverso le primarie come primo dei non eletti avendo preso cmq 19 voti. Non voglio parlare per altri ma la Zilli è stata eletta sia in consiglio comunale e sia nel direttivo del PD,direttamente dal popolo quindi certe accuse non è il caso di farle.

  42. Alessandro Portelli ha detto:

    Ma la signora L.A. è un’arrabbiata…
    E una pura: tutti infami, a parte lei.
    Non so come faccia. Io non resisterei un giorno.

  43. Aureo ha detto:

    Nuova leadership, vecchi militanti? PD nuovo, errori vecchi. Perché? Sul nostro blog una risposta

  44. liviana andreossi ha detto:

    ho dato un occhiata al blog e visto che son stata chiamata in causa rispondo
    1 ) a giuliano : quando ri chiamo cooptato intendo che sei una persona funzionale alla oligarchia che imperversa nei partiti , PD compreso .Le persone ” utili” nei partiti verticistici vengono scelte per cooptazione e devono avere determinate caratteristiche.
    La tua visione sindacale ed europea dove approvi pure il disegno liberista della ” Carta di Lisbona ” e auspichi , con decisionismo muscoloso, di non tener conto del parere irlandese la dice lunga su di te. Assieme alle tue valutazioni su rigassificatori e inceneritori mi sembra si renda esplicito quanto tu sia funzionale al partito che ha concorso a portare Berlusconi al governo.
    Mi par di capire che tu sei ancora favorevole a metter mano alle riforma costituzionali con questo governo attraverso un metodo concertativo bipartisan, mah!!
    Da convinta europeista ho seguito con attenzione sia l’ abortito tentativo di creare una costituzione europea, sia la riproposizione quasi pari pari della stessa con il nome di Carta di Lisbona .Tentativo nuovamente rigettato dal referendum irlndese , dalla Cecoslovacchia e dall’ Inghilterra. Credo di poter affermare ,con cognizione di causa, e in bella compagnia che l’ Europa si deve cominciare dai diritti dei popoli e non dalla loro negazione piegata ai diktat di una globalizzazione moribonda.I vari referundum dimostrano che l Europa che vogliono i popoli è ben diversa dall’ Europa degli “affari “. L’ elenco dei voti preso che usi per affermare la tua non ” cooptazione “e la noon cooptazione della Zilli è lo stesso usato da Berlusconi per dire che con il voto lui è stato legittimato dal popolo.
    Le tue idee sull’ unione dei sindacati mi fanno dire : ” tieni duro Cremaschi ! “. Sulle mozioni e sui maldipancia dell’ arcobaleno che dire ? Meglio se scieglievi il mare ?
    2 ) Portelli quello che scrivo è quello che penso , non mando messaggi criptati, solo messaggi scomodi forse perchè non uso il filtro delle ideologie. Più volte ho chiesto che quanto scrivo venisse confutato nei contenuti .Sui contenuti delle risposte che ricevo rispondo.
    Come può ben notare ghrgh sui contenuti di quanto ho postato su questo argomento non ha risposto come non ha risposto alle parole sensate e puntuali della Caterina che con ragionevole pacatezza poneva importanti quesiti. Neppure la Egle ha ricevuto commento.
    Lei ha una certa tendenza a pontificar giudizi fastidiosetta , non ho mai fatto di tutta un erba un fascio.Non sono arrabbiata , sono preoccupata , lei no ?

  45. liviana andreossi ha detto:

    Sempre per Giuliano . Il sindacato dovrebbe far tesoro della vicenda Ineos dove gli operai si sono organizzati da soli rigettando il sindacato che li avrebbe venduti per un piatto di ceci. Hanno ottenuto che non venisse modificata la destinazione d’ uso dell’area , fabbrica era e fabbrica doveva rimanere. Con le sole forze degli operai e delle loro famiglie hanno fatto una vera lotta per i diritti dei lavoratori a cui si è accodata qualche figura politica. Adesso , grazie al loro lavoro, forse si investirà nell’ unica cosa sensata che può dare lavoro stabile e prospettive future : il fotovoltaico. Da questa lezione il sindacato dovrebbe trarre le debite conclusioni, tu compreso. Se ti servono ulteriori esempi di come il sindacato abbia concertato contro gli interessi dei lavoratori sono pronta a fornirti lunghi elenchi.

  46. bruno budal ha detto:

    Rispettabile Presidente, che Lei sia ottimista è assolutamente normale. Vorrei vedere il contrario. Come osservatore esterno a contatto quotidiano con la gente, vedo la situazone molto più complicata. Se si vuole conquistare la fiducia dei cittadini, occorre fare le cose in un ragionevole e non dilazionando tutto all’infinito. Riconosco il suo impegno e quello dell’Amministrazione, la pressione e la sollecitazione a cui siete sottoposti. Ma siete lì per fare. Un solo esempio fra tanti. Lo sgradevole e difficoltoso e nuovo piano dei rifiuti urbani. Se ne parla sempre, ma non si conclude. Fra altro da capire e dando più informazioni su un altra emergenza nella raccolta dei rifiuti pericolosi, elettronici, elettrici e radioattivi (computer, telefonini, ecc.). Si può continuare con l’aeroporto di Gorizia, quello di Ronchi, l’autoporto di Gorizia, centro commerciale di via Terza Armata, del sociale e via dicendo. A

  47. liviana andreossi ha detto:

    Leggo che in regione siete favorevoli al nucleare, nucleare visto come la sluzione dei problemi energetici anche dal PD nazionale ? Avete stipulato un accordo bipartisan con la giunta tondo sulla necessità di un piano energatico regionale che includa l’ opzione nucleare ( Monfalcone ? ) Accordo illustrato al TG3 dal RE dei narcisi , Mauro Travanut.
    Credo ci siano ancora alcune vestigia dei cartelli che qualche anno fa avevano inondato la regione ( in special modo la ex cintura rossa isontina ) dove campeggiava la scritta ” comune denuclearizzato “.
    Questo fatto dimostra in maniera significativa come il tempo passa e come il PD recepisca che per lo ” sviluppo ” bisogna esser pronti al cambiamento .Cambiamento che va accentuato rigettando le proposte di alleanze future con la nuova sinstra di Fava e Mussi e rifiutando qualsiasi mescolanza con il giustizialista Di Pietro che osa dare del magnaccia a Berlusconi o con gli arcobaleni se non vince Vendola ( noto SI TAV )
    . Voi veltroniani siete raffinati, voi i ” vostri sogni ” li pianificate con Casini ( gran signore e genero dell’ imprenditore Caltagirone artefice del ” sacco di Roma ” ) e con il suo partito che annovera quel mafioso siciliano finito in parlamento che governava la sicilia. Il prossimo salto di qualità sulla strada dello ” sviluppo ” sarà la scelta di confluire nel PDL ? Ovviamente la mia è una domanda retorica.

Rispondi